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ABLUZIONE

Con la performance Abluzione, Tiziana Cera Rosco compie un altro passo nella sua ricerca sul tema del perdono ( sta in fatto costruendo una porta fatta di 490 piccoli a corpi a ricordare il 70 volte 7, l’innumerevole numero del perdonare).  

Abluzione è infatti il lavaggio lento di un corpo consegnato nella sua finitudine, un gesto di cura silenziosa e sacra sul corpo deposto. 

La scena è scarna e muta. una lunga gonna bianca, simbolo con il quale l’artista lavora incessantemente diventa il grembo in cui adagiare l’abbandono di un corpo simbolico e la scena è cadenzata da movimenti lentissimi in cui un manichino ( uno degli stessi manichini con cui lei ha affrontato il tema dell’offerta e dell’assurdo, lo stesso con cui ha scattato proprio la fotografia da cui la performance prende vita) viene lavato completamente fino al suo riposo. il liquido usato, quello dell’acqua,  è l’unico suono presente durante l’azione ed è un liquido bianco, come ad indicare il latte con cui gli esseri vengono nutriti nei loro bisogni profondi ma non è un gesto elementarmente materno. il manichino, il corpo bianco ,è il corpo del mondo e quello che viene deposto è un enorme senso del dolore, il sempre presente senso del dolore del mondo che non può essere lasciato senza cura, un accarezzamento di reintegrazione delle sofferenze, senza patetismi, un gesto lento e tenuto, un gesto continuo fino alla copertura degli occhi del manichino.

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